L'impatto dei radar automatici sui motociclisti in Francia

I radar automatici sono un argomento di dibattito ricorrente, tra la loro utilità per la sicurezza stradale e le reticenze che suscitano presso i conducenti, in particolare i motociclisti. In questo articolo, analizzeremo l'evoluzione e la distribuzione dei radar automatici in Francia, nonché il loro impatto economico e sulla guida degli utenti di due ruote.
Analisi dell'evoluzione dei radar automatici in Francia
Il primo radar automatico è stato installato nel 2003 nel nostro paese con l'obiettivo di combattere l'insicurezza stradale. Da allora, il loro numero è aumentato continuamente, raggiungendo quasi 4.000 unità nel 2019. Questa crescita è stata accompagnata da una diversificazione dei tipi di radar fissi: radar di velocità, semafori, passaggi a livello o ancora di cantieri. Le cifre ufficiali mostrano anche un aumento del tasso di infrazione constatato da questi dispositivi nel corso degli anni e una diminuzione del numero di morti sulle strade.
I diversi tipi di radar
- I radar di velocità: Misurano la velocità dei veicoli e puniscono gli eccessi di velocità. Esistono diversi modelli (radar fissi, mobili, tronchi).
- I radar di semaforo: Rilevano il passaggio con il semaforo rosso e registrano automaticamente l'infrazione.
- I radar di passaggio a livello: Controllano il rispetto delle regole nei pressi dei passaggi a livello, in particolare la presenza di veicoli sui binari quando passa un treno.
- I radar di cantieri: Installati temporaneamente vicino alle zone di lavoro, hanno la missione di proteggere i lavoratori incoraggiando i conducenti a rallentare.
Impatto economico dei radar automatici
Il rafforzamento delle regolamentazioni e la moltiplicazione dei radar fissi hanno determinato un aumento delle infrazioni constatate e, di conseguenza, dei ricavi per lo Stato. Infatti, le multe generano ogni anno diversi miliardi di euro che vengono reinvestiti nella sicurezza stradale, nel miglioramento delle infrastrutture o ancora nel bilancio generale dello Stato. Tuttavia, questa situazione è lontana dall'avere il consenso degli utenti della strada, in particolare dei motociclisti, che denunciano una politica repressiva che ha un impatto negativo sul loro potere d'acquisto e sulla loro guida.
Aumento delle contravvenzioni
Di fronte a questa proliferazione di dispositivi di controllo automatici, gli utenti di due ruote non sono risparmiati. Secondo uno studio realizzato dalla Mutuelle des Motards, le infrazioni tra i motociclisti sarebbero aumentate del 30% tra il 2011 e il 2017. Questo aumento è spiegato in particolare da una maggiore efficacia dei radar e un inasprimento delle sanzioni, come l'interdizione di vendere o utilizzare avvisatori di radar.
Conseguenze sulla guida dei motociclisti
Oltre al costo finanziario delle contravvenzioni, i radar automatici hanno anche un impatto concreto sul comportamento dei conducenti, inclusi i motociclisti. Alcuni osservatori stimano infatti che la paura di essere multati può provocare reazioni pericolose, come frenate brusche o cambi di traiettoria inaspettati per evitare un radar, a scapito della vigilanza e della concentrazione necessarie per una guida sicura. Inoltre, è interessante notare che, sebbene il numero di morti sulle strade francesi diminuisca globalmente, la mortalità tra i motociclisti rimane stabile o addirittura aumenta leggermente.
La sicurezza stradale, una questione cruciale per i due ruote
Per migliorare la situazione e coniugare prevenzione e repressione, vengono regolarmente evocate diverse idee, come l'implementazione di radar didattici, la limitazione dei decibel dei terminali di scarico o ancora la creazione di corsi specifici per prevenire i rischi legati all'uso della moto. Inoltre, alcuni esperti ritengono che sarebbe opportuno sviluppare ulteriormente le infrastrutture adatte ai due ruote, come parcheggi sicuri, vie riservate o sistemazioni stradali.
L'impatto dei radar automatici sulla guida dei motociclisti è innegabile. Se questi dispositivi possono contribuire a una maggiore sicurezza stradale e a una diminuzione del numero di incidenti, rimane necessario trovare un equilibrio tra repressione e prevenzione per consentire agli utenti di due ruote di circolare in tutta serenità rispettando le norme vigenti.
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